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Il Tempo
In stato d’agitazione |
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Governo nel mirino dei precari della Cri |
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DOPO aver dichiarato lo stato di agitazione in tutta Italia con una assemblea permanente in tutti i comitati provinciali italiani, i precari della Croce rossa italiana chiedono al governo un decreto per rinnovare per il 2007 i circa 2300 contratti in scadenza. Nel corso di una conferenza stampa al comitato provinciale romano della Croce rossa italiana, il coordinamento precari della Cri ha lanciato un appello all'esecutivo, annunciando uno stato di agitazione a oltranza «pur garantendo i servizi nei quali siamo impegnati». «Nel maxiemendamento della Finanziaria 2006 - spiega Daniele Silvestri, del coordinamento precari Cri - non è stata inserita la norma che proroga i rapporti di lavoro del personale precario in servizio dal 31 dicembre 2006 alla Croce rossa. Visto che ormai il testo è blindato dalla fiducia chiediamo che il nostro contratto sia rinnovato per decreto. In tutta Italia abbiamo indetto delle assemblee permanenti e andremo a oltranze finché non otterremo dal governo risposte certe». |
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Padania on line
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Anche i
dipendenti della Croce Rossa sono in rivolta: a gennaio circa 1.600
lavoratori rimarranno a casa |
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Roma - «Precari di Croce rossa... Precari di serie B». Sarà
questo lo striscione che il personale del soccorso italiano esporrà sui
cancelli di tutte le sedi come prima iniziativa di lotta contro la
Finanziaria perchè «nonostante le rassicurazioni e la presenza di 6
emendamenti alla manovra che prevedevano la proroga dei contratti a tempo
determinato, di fatto a gennaio circa 1.600 lavoratori rimarranno a casa». [Data pubblicazione: 17/12/2006] |
Liberazione 15 dicembre 2006 pag 7
Precari, sanatoria ma non per tutti.
Rimangono le code
Beffati gli atipici della Cri. Università in fermento
Nei rapporti tra precari e governo il tempo non
volge comletamente al bello. Ci sono ancora molte “code”
da sistemare.A partire dalla Croce Rossa, per esempio.
Anche l’Università,poi,è ancora in fase di fermento.
Due,per il momento,le agitazioni segnalate:
all’ateneo di Firenze,dove oggi è previsto un presidio
della Flc-Cgil,e a quello della Tuscia, dove l’Assecotuscia,
associazione che riunisce professionisti precari,ha
deciso in assemblea di aprire una vertenza.Ieri,lo stesso
segretario della Cgil Guglielmo Epifani è tornato
a sottolineare la mancanza, nella scuola,della sanataria
nei confronti del personale precario tecnico e
amministrativo.Un accordo alla fine potrebbe anche
essere raggiunto,spiega Epifani,ma «si finisce per
fare tardi e male cose che si potevano fare nel tempo
giusto e meglio».Una vicenda,ha concluso il
numero uno della Cgil,che dovrà servire di lezione al
governo:«a forza di dire di no a domande sacrosante si
fanno male le cose».
Ma è dai precari della Croce Rossa che arriva la minaccia
di un Natale di lotta.Alcuni sottosegretari avevano
promesso loro un provvedimento nella
finanziaria che servisse ad evitare la ”mancata
riconferma”di circa 2.200 lavoratori atipici.Nel
maxiemendamento,però, della Croce Rossa non c’è
traccia.Eppure loro ci avevano creduto,anche
perché la Cri si era detta disponibile a metterci le
risorse disponibili,in presenza di una ”pezza
d’appoggio”del governo che li autorizzasse a ciò.
I lavoratori,intanto,stanno occupando quasi tutte le
sedi più importanti dei Comitati pronvinciali della
Cri.«Ma ci stiamo preparando per
contestazioni eclatanti»; aggiungono.Non è esclusa la
possibilità che venga indetto uno sciopero ad oltranza
fino ad arrivare a quello della fame.
Sui loro striscioni scriveranno ”Precari di serie B”e lo
esporranno sui cancelli di tutte le sedi.
I lavoratori della Croce Rossa sottolineano,infine,«una
mancanza di considerazione da parte del governo nei
confronti del personale che quotidianamente svolge
attività socio-sanitarie».
La loro vertenza va avanti da più di un anno. In più di una
occasione hanno manifestato anche davanti palazzo Chigi.
A fare pressioni sul governo è intervenuto direttamente il
presidente nazionale Massimo Barra,che in una
lettera inviata al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri,Enrico Letta e per conoscenza ai Ministeri
della Funzione Pubblica, Salute ed Economia,chiede
un «deciso intervento». «Le motivazioni che hanno
indotto la Cri a chiedere una norma ad hoc -scrive Barra -
trovano fondamento nella consapevolezza che il
comma 212 del maxiemendamento alla
Legge Finanziaria riguardante la proroga del
precariato della Pubblica Amministrazione,non
prevede,nella sua formulazione,i precari della
Croce Rossa Italiana».
«Non è superfluo rammentare -aggiunge
Barra- che la proroga richiesta consentirebbe non
solo di garantire la continuità dei servizi di
emergenza e comunque di pubblica attività (118,
trasporto infermi,assistenza domiciliare etc) che la Cri da
sempre assolve nei confronti della collettività,ma anche
di assicurare continuità lavorativa a 2.400
dipendenti ancora precari, che nutrono le medesime
aspettative di tutti i precari della Pubblica
Amministrazione». Il presidente del Consiglio
ieri è tornato sulla questione dei precari nella pubblica
amministrazione sottolineando come non si
tratta di «nuove assunzioni» ma di una «messa in regola».
«come bisogna fare e come viene fatto in qualsiasi paese
civile».«E non è questo che comporta un aumento di
spesa»,ha aggiunto. «Dobbiamo inserire regole
di mobilità e di efficienza nella pubblica
amministrazione,ma – ha concluso - non è bloccando
la via a questi che che noi arriviamo all’obiettivo».
Il capogruppo del Prc alla Camera Gennaro Migliore
paragona la situazione dei precari a quella dei migranti
clandestini. Perché,come per loro con i permessi di
soggiorno,«non ci sono,di fatto,canali attraverso i
quali si può accedere al lavoro a tempo
indeterminato».«Bisogna riproporre la centralità del
contratto a tempo indeterminato,perché
questa condizione porta con sé dei diritti».«Oggi che il
posto fisso è,per molti milioni di giovani,solo un
miraggio – conclude Migliore - è necessario dare
almeno dignità al lavoro e riempire di diritti la
condizione del lavoro.